Il 25 giugno del 1926 nasceva a Klagenfurt (Austria) Ingeborg Bachmann, considerata la massima scrittrice austriaca. Morì a Roma nel 1973 in circostanze tragiche. Ha scritto sia in prosa che in poesia: tra le raccolte ricordiamo Il tempo dilazionato (1953) e L’invocazione all’Orsa Maggiore (1956). Qui di seguito due poesie: come sono attuali!
Il tempo dilazionato
S’avanzano giorni più duri.
Il tempo dilazionato e revocabile
già appare all’orizzonte.
Presto dovrai allacciare le scarpe
e ricacciare i cani ai cascinali:
le viscere dei pesci nel vento
si sono fatte fredde.
Brucia a stento la luce dei lupini.
Lo sguardo tuo la nebbia esplora:
il tempo dilazionato e revocabile
già appare all’orizzonte.
Laggiù l’amata ti sprofonda nella sabbia,
che le sale ai capelli tesi al vento,
le tronca la parola,
le comanda di tacere,
la trova mortale
e proclive all’addio
dopo ogni amplesso.
Non ti guardare intorno.
Allacciati le scarpe.
Rimanda indietro i cani.
Getta in mare i pesci.
Spengi i lupini!
S’avanzano giorni più duri.
***
A voi, parole
Per Nelly Sachs, l’amica, la poetessa, con venerazione
A voi, parole, orsù, seguitemi!
Anche se già ci siamo spinti avanti,
fin troppo avanti, ancora si va
più avanti, si va senza fine.
Non vi è schiarita.
La parola
non farà
che tirarsi dietro altre parole,
la frase altre frasi.
Così il mondo intende
definitivamente,
imporsi,
esser già detto.
Non lo dite.
Seguitemi, parole
che non diventi definitiva
– questa ingordigia di parole
e detti e contraddetti!
Lasciate adesso per un poco
ammutolire ogni sentimento:
che il muscolo cuore
si eserciti altrimenti.
Lasciate, vi dico, lasciate.
Non sussurrate nulla,
nulla, dico, all’orecchio supremo,
che per la morte nulla
ti venga in mente:
lascia stare, seguimi,
né mite né amara,
non consolatrice
né significativamente
sconsolante,
ma nemmeno priva di significato –
E soprattutto niente immagini
tessute nella polvere, vuoto rotolare
di sillabe, parole di morte.
Neanche una,
o parole!
(Ingeborg Bachmann, Poesie. A cura di Maria Teresa Mandalari, Guanda editore, 2006, pp.21; 103-105).